

A partire dall’estate
del 2005 alcuni nuclei di lupo (Canis lupus) si sono insediati in zone
vallive del territorio provinciale, dal Mugello al Chianti, dalla Val di
Sieve all’Empolese Valdelsa. Si tratta di un evento per certi versi
eccezionale, che non si verificava probabilmente dalla fine del ‘600.
Se da un lato ciò suscita in una fetta della popolazione curiosità e
interesse e indica che finalmente si sono ricreate anche vicino alle
grandi città delle condizioni ecologiche positive, dall’altro fa nascere
delle nuove problematiche, che è necessario affrontare con urgenza,
insieme a tutte le parti in causa.
Tali aree hanno infatti da un lato caratteristiche ambientali favorevoli
alla presenza di Ungulati selvatici e quindi del predatore, dall’altro
sono a tutti gli effetti contesti residenziali dove oltre alle
abitazioni, troviamo attività agricole, zootecniche, frequentazione da
parte di escursionisti, cacciatori etc.
Parallelamente alla ricomparsa del lupo in queste aree inadatte alla sua
presenza si è così assistito ad un aumento considerevole dei casi di
bracconaggio sulla specie particolarmente protetta, attuati
prevalentemente utilizzando bocconi avvelenati che hanno portato al
rinvenimento di ben 8 lupi in meno di tre anni.
Le cause di una così forte avversità alla ricomparsa di questa specie
sul nostro territorio sono legate all’impatto culturale ed economico
sulle molte categorie coinvolte, testimoniato con realismo dalle diverse
posizioni che i media hanno assunto in questo frangente.
Da studi realizzati sul territorio mugellano, si stima che tra il 2005
ed il 2006 l’impatto predatorio della specie è stato su quasi il 10%
degli animali al allevati al pascolo. Considerando la tipologia di
zootecnia che viene praticata in questo territorio, per buona parte
aziende in selezione e/o biologiche, si ha una percezione del danno
economico arrecato al settore.
Ma anche altre categorie, dai residenti delle zone periurbane, ai
cacciatori, agli escursionisti sono rimasti colpiti dall’evoluzione
demografica del lupo, percependo anche potenziali rischi connessi alla
presenza del canide.
La presa di posizione delle varie categorie interessate al fenomeno
rischia di innescare delle tensioni tra le componenti sociali legate al
territorio e di favorire la risoluzione del problema con mezzi illegali,
come bocconi avvelenati o altre attività di bracconaggio, che
creerebbero danni irreversibili a diverse specie di interesse
conservazionistico.
Solo con azioni strutturali di prevenzione, diffuse sul territorio, si
può in qualche modo scoraggiare l’insediamento della specie in contesti
inadatti con un beneficio duraturo.
La presenza del lupo nel nostro territorio collinare e vallivo, non è da
considerare un evento eccezionale od isolato: le mutate condizioni
ambientali dell’Italia peninsulare (e della Toscana in particolare), la
protezione legale accordata alla specie da oltre 35 anni, hanno permesso
al predatore di ricolonizzare gran parte della penisola, facendolo
avvicinare e riprodurre anche nei dintorni di Bologna, Roma, Parma,
Arezzo, Rieti, Campobasso ed altre città, che presto si troveranno ad
affrontare problematiche simili.
E’ quindi necessario affrontare urgentemente il problema, affinché il
disagio provocato dalla specie sia il minore possibile e comunque
sostenibile dalla comunità e dai settori economici coinvolti reprimendo
così la spinta verso la diffusione dell’attività di bracconaggio e
sperimentando delle tecniche di prevenzione che possano rappresentare un
modello per altre realtà territoriali, che in futuro si troveranno in
situazioni simili.
Nel 2009 la Provincia di Firenze ha quindi avviato un progetto in
collaborazione con l'Associzione Provinciale Allevatori di Firenze e
Prato e il Centro per lo studio e la documentazione sul lupo.
A.P.A. Firenze è l’Associazione interProvinciale Allevatori Firenze
-Prato che ha come finalità statutaria il miglioramento genetico delle
razze da reddito e la promozione dei prodotti del settore zootecnico.
C.S.D.L., Centro per lo studio e la documentazione sul lupo, è una
associazione la cui finalità è quella di documentare la presenza della
specie predatoria e studiare le tecniche di mitigazione del conflitto.
Il CSDL collabora dal 2006 l’Amministrazione provinciale di Firenze nel
campo del monitoraggio del lupo e dei danni alla zootecnia.
Il C.S.D.L. collabora inoltre con il Dipartimento di Ingegneria Agraria
e Forestale dell’Università degli Studi di Firenze (D.I.A.F.) per lo
studio, il monitoraggio e la validazione di opere di recinzione e di
prevenzione danni da fauna selvatica.
Finalità
Il progetto è finalizzato a realizzare una serie di azioni di
prevenzione. Le azioni previste riguardano tutto il territorio della
provincia di Firenze e saranno rivolte a molte realtà, tra le quali
Aziende agricole dedite alla zootecnia come attività economica
prevalente e attività amatoriali, appartenenti o meno ad A.P.A.
Inoltre saranno realizzate attività di diffusione rivolte a tutta la
cittadinanza.
Di seguito alcune azioni previste nel progetto:
Preparazione e diffusione di materiale informativo
Si prevede di realizzare materiale cartaceo informativo, con versione
informatica in formato pdf, da distribuire presso la sede A.P.A., gli
enti locali, le sedi delle Associazioni di categoria, in occasione di
manifestazioni zootecniche, e nella versione pdf, attraverso il sito
istituzionale di A.P.A. Il pieghevole conterrà informazioni generali
sulla problematica, sul quadro normativo, sulle assicurazioni, sulle
tecniche di prevenzione, sullo smaltimento carcasse.
Presentazione del progetto con incontri zonali
aperti a tutta la popolazione
Gli incontri verranno organizzati prevalentemente nelle zone dove il
fenomeno è di più recente sviluppo e saranno finalizzati a far conoscere
principalmente le tecniche e le esperienze di prevenzione.
Si prevede l’organizzazione di 3 incontri (Chianti - Valdarno,
Calenzano, Empolese - Valdelsa) da programmarsi in orario serale.
Realizzazione e monitoraggio d’impianti di
recinzione elettrificata
saranno finanziati impianti per limitare ed evitare l’insediamento del
lupo in aree di allevamento e aree a rischio di conflitto.
Ai proprietari delle aree dove verranno istallate, verrà fornito inoltre
supporto nelle fasi di:
3.1 progettazione tecnica dell’impianto
3.2 scelta dei materiali e dei fornitori
3.3 assistenza al montaggio e validazione della recinzione
Nelle Aziende agricole saranno realizzati impianti di recinzione di
medie dimensioni, atti ad assicurare il pascolo nella stagione estiva,
coincidente con il periodo di maggior rischio predatorio. Si prevedono
nel quadro economico tre diverse tipologie, con costi diversificati, in
base alla morfologia del terreno e la tipologia di vegetazione
incontrata:
tipo A aziende in aree pianeggianti con terreni facilmente
meccanizzabili
tipo B aziende collinari con presenza di aree boscate e/o aree declivi
tipo C aziende collinari, con aree cespugliate e morfologia accidentata,
terreni pietrosi
I costi riportati nel quadro economico derivano dall’analisi costi a
consuntivo degli impianti realizzati nell’ambito del progetto della
Comunità Montana del Mugello, su tre aziende del territorio. I costi
comprendono gli oneri di preparazione del terreno, mediante livellazione
e pulitura da vegetazione. In determinati casi si prenderà in
considerazione la possibilità di effettuare una pacciamatura con telo
sintetico ecologico per evitare spese di sfalcio dell’erba.
Il massimale economico di spesa ipotizzato per ogni Azienda è definito
in €10.000. Le Aziende avranno a disposizione il tempo di 6 mesi, dalla
data di approvazione del progetto, per il completamento dello stesso.
Fornitura di deterrenti elettronici
Acquisto, fornitura, posa in opera di sistemi di dissuasione elettronica
alimentati con pannello solare da 6W, alle aziende ed allevatori
maggiormente vocati per l’uso di queste tecnologie.
Tipologia individuata: Dissuasore Acustico prodotto da Natura Service
srl
Organizzazione di incontro con allevatori ed allevatori di cani da
guardiania
L’incontro è finalizzato a far conoscere le potenzialità dei cani da
guardiania di linea di sangue selezionata, attraverso la diffusione
delle esperienze di allevatori abruzzesi, specializzati nella selezione
e nell’addestramento di cani.
Acquisto cuccioli di Mastino Abruzzese di linea di sangue selezionata
Acquisto di 4 coppie di cane da affidare ad Aziende ed allevatori
interessati.
Risultati attesi
Attraverso la realizzazione degli interventi indicati si valuta di poter
raggiungere i seguenti obiettivi:
- sensibilizzazione delle varie categorie interessate alla problematica.
In particolare per quanto riguarda gli allevatori verranno approfonditi
i temi relativi alle metodologie d’intervento, quadro normativo, norme e
modalità per lo smaltimento delle carcasse
- sperimentazione di opere e dispositivi utilizzabili in altre
aziende/contesti
- sensibilizzazione di altre categorie coinvolte nella problematica
- scambio di esperienze con realtà affini
- mitigazione del conflitto nelle aree più a rischio
Localizzazione interventi
Per definire la distribuzione degli impianti sul territorio provinciale,
viene fatto riferimento alla distribuzione dei danni, alla densità di
aziende zootecniche, e a richieste di intervento effettuate da Aziende
zootecniche interessate alle strutture, pervenute ad A.P.A. ed al
C.S.D.L.
In figura 1 si indicano le aree di presenza di nuclei famigliari di lupo
e le aree di intervento.
E’ sottointeso che in fase di attribuzione e realizzazione ci potranno
essere divergenze rispetto all’ipotesi sotto indicata, anche in base
alla disponibilità delle Aziende ed alla dinamica del fenomeno.
Dott. Duccio Berzi
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