L'Associazione



 


I soci fondatori al primoconsiglio in presenza del sindaco di Castel del Monte Luciano Mucciante e di uno dei membri del Comitato Tecnico Domenico Ciccone

 

I componenti del Consiglio Direttivo
dell’Associazione del Cane da Gregge Abruzzese


Presidente:
Barbarossa Freddy residente in Ocre (AQ);
Vice Presidente con delega per i rapporti con le Istituzioni:
Giuliani Michele residente in Castel del Monte (AQ);
Segretario:
Tatananni Claudio residente in Pianola L’Aquila;
Consiglieri:
Germano Rosetta residente il Castel del Monte (AQ);
Gualtieri Cesidio residente in S.Martino d’Ocre (AQ) ;
Napoleone Nicola residente a Assergi L’Aquila;
Mucciante Danilo residente a Castel del Monte.

 

Il 21-08-2005 si è costituita l’ASSOCIAZIONE CANE DA GREGGE ABRUZZESE, con atto costitutivo registrato a cura di sette soci fondatori che costituiscono anche il primo Consiglio Direttivo. La sede legale è sita in Castel del Monte (AQ) , via Campo Imperatore 4 ed i soci fondatori, in prevalenza esperti allevatori di ovi-caprini e cani da gregge, residenti tra Castel del Monte, Bagno di L’Aquila e Ocre (AQ), hanno dato origine a questa iniziativa per tutelare questa razza di cani da lavoro in quanto non possono considerarsi rappresentati dall’attuale cane pastore maremmano abruzzese, razza ufficialmente riconosciuta dall’Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana. Questa iniziativa non vuole tornare a stimolare vecchie sterili diatribe tra l’Abruzzo e la Toscana né alimentare inutili rivendicazioni a livello cinofilo od etimologico. E’ una iniziativa volta esclusivamente alla tutela dei cani tuttora lavoranti sulle nostre montagne a protezione delle greggi sino ad oggi lasciate alla mercé di chicchessia. Dopo millenni ancora ai nostri giorni essi risultano abbandonati al loro destino senza un vero riconoscimento per il lavoro svolto e senza una tutela per la conservazione delle caratteristiche morfo-funzionali che li differenziano in modo evidente sia dal Maremmano che da altre razze affini come il Cane dei Tatra, il Montagna dei Pirenei e quant’altre se ne vogliano citare. Il fatto che l’attuale maremmano ed il nostro cane da gregge abbiano origini comuni non pregiudica che dopo oltre mezzo secolo, ovvero più di cento generazioni canine, ci si trovi di fronte a cani sostanzialmente diversi. Attualmente è in corso una ricerca presso l’Università di Varsavia dove, attraverso l’esame del DNA ricavato dai bulbi piliferi dei soggetti appartenenti alle varie razze (noi abbiamo inoltrato 6 campioni), si sta dimostrando che il Maremmano, il Kuvasz ungherese, il Tchouvatch slovacco e il cane da Pastore dei Tatra, hanno tutti le medesime origini, pur parlando sempre di singole razze diverse, ognuna con un proprio standard ed una propria storia. Il continuo malvezzo di incrociare cani da pecora con cani maremmani iscritti non fa che creare degli ibridi inadatti sia per il lavoro che per gli scopi cinofili. Ma finché non ci sarà un’anagrafe che individui tutti i singoli cani da lavoro con i giusti requisiti, opportunamente censiti e registrati, chiunque si sente libero di farne l’uso che ritiene più opportuno. Il nostro “cane da pecora” come da secoli viene comunemente chiamato nelle zone di più alta concentrazione di questa razza, anche in barba a tanti scritti di letterati e poeti dell’antichità che gli attribuirono l’appellativo di mastino, è senza dubbio un canide con origini dell’Asia Centrale, come la maggior parte dei canidi europei. Ma il suo fenotipo, ovvero aspetto morfologico determinato dall’adattamento all’habitat, è inconfutabilmente da attribuire alla sua antichissima popolazione dei nostri altopiani dell’entroterra abruzzese. Ne abbiamo la riprova nella tessitura del pelo che lo protegge. E’ stato scientificamente rilevato che il pelo dei nostri cani non è bianco dovuto ad una forma d’albinismo o una delle tante combinazioni genetiche particolare, come a volte può verificarsi, ma è semplicemente trasparente. La percezione del colore bianco è il risultato della rifrangenza delle onde visive attraverso il pelo cavo. Questa particolarità ha una ragione ben precisa in quanto la stessa caratteristica è presente anche nel pelo dell’orso e del lupo polare, come anche in alcune specie di animali selvatici d’alta montagna. La funzione specifica è quella di condurre attraverso il pelo, che funge da fibra ottica, il calore sulla cute nei momenti di clima rigido e di contro isolare, attraverso l’aria contenuto nella cavità del pelo, dal caldo eccessivo, quando si presenta. E’ quindi emerso che questo caratteristico tipo di pelo è presente solamente in animali esposti a forti escursioni termiche. Tornando dunque agli intenti di questa nuova associazione, che si interesserà della tutela e selezione di questa bistrattata razza, è doveroso specificare alcuni particolari. L’Associazione è aperta a tutti coloro abbiano per una qualsiasi ragione interesse alla salvaguardia di questo patrimonio storico culturale della nostra Regione e come esplicitamente citato nello statuto è consentito l’ingresso anche ad enti pubblici ed amministrazioni che per motivi di legami tradizionali o di ricerca zootecnica siano interessati a questa iniziativa. E’ nelle intenzioni di questa neonata associazione, all’interno della quale sorgerà un Comitato Tecnico di esperti, di elaborare un progetto di selezione per dare maggiore omogeneità a questo cane che, se anche diverso dalle razze già citate, comunque conserva una notevole eterogeneità morfologica. Questo progetto di selezione che sarà elaborato dal Comitato Tecnico servirà non solo a restituire una sufficiente omogeneità morfologica ed a conservare le attitudini caratteriali per il lavoro, opportunamente adattate alle esigenze attuali, ma servirà anche a garantire la salubrità della razza nel tempo, bilanciando gli accoppiamenti tra consanguinei che negli animali che vivono in branco sono inevitabili. Quando si parla di adattare le attitudini di lavoro alle esigenze attuali si intende porre in essere una attività selettiva volta ad intervenire sugli atteggiamenti oggi inidonei per quel tipo di attività. Per meglio dire, un tempo vi era il pericolo dei furti degli ovini e delle rapine nei confronti dei pastori che oggi difficilmente si verificano mentre sempre più di frequente le greggi si imbattono in viandanti del turismo montano. E’ allora indispensabile avere dei cani non aggressivi verso le persone che di fatto non costituiscono alcun pericolo. Questo è solo un esempio per tanti altri, giustamente di minore interesse per i non addetti ai lavori. E’ opportuno anche ribadire che l’intento di questa associazione non è quello di fare del nostro cane da gregge (come appunto specifica il nome) un cane da compagnia o da esposizioni cinofile. Ciò non toglie che può comunque singolarmente divenire un ottimo coabitante nelle case di campagna dove si adatta benissimo alla convivenza con i più svariati tipi di animali da cortile. E’ ovvio che questa giovane Associazione necessita del massimo apporto a tutti livelli , e quindi, maggiore è il numero dei soci e maggiore diviene il peso delle iniziativa che verranno intraprese.