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ELEMENTI FONDAMENTALI CHE DISTINGUONO QUESTA
RAZZA DA ALTRE SIMILI O AFFINI
Tornando a ribadire che, così come sono presunte ma verosimili le comune
origini tra il Maremmano, il Kuvasz, il Tchouvatch slovacco, il cane da
Pastore dei Tatra e l’Abruzzese, così è indiscutibile la medesima origine,
fino a tempi recenti, tra il Maremmano e l’Abruzzese. Di fatto l’attuale
Maremmano non è altro che l’abruzzese trasformato dal diverso habitat, dalle
differenti funzioni attribuitegli e dall’ingresso ufficiale nella cinofilia.
Infatti, già agli albori dell’ingresso nella cinofilia ufficiale 1922 -24 e
poi 1938 si parlava del cane da pastore del tipo maremmano e del tipo
abruzzese, così come sostenuto dallo stesso Solaro. Pertanto, tornando
all’oggetto del tema le differenze strutturali erano evidenti già allora e
non sono certo diminuite dopo quasi un secolo di sviluppo disgiunto.
L’attuale Maremmano ha delle angolature posteriori ( linea di tibia e perone
rispetto a asse del tarso e metatarso ) piuttosto chiuse che di fatto
abbassano il posteriore e consentono una falcata più ampia e quindi un
movimento radente, ben considerato nelle esposizioni ma che nulla ha a
vedere con le esigenze di movimento del cane da gregge che vive
prevalentemente in montagna e comunque si muove in prevalenza su terreni
sconnessi.
Vi sono una serie di studi sui canidi che dimostrano come la costruzione
degli arti ed il movimento sono in stretta connessione con l’habitat
rispettivamente popolato ed il tipo di attività svolta (nel caso dei canidi
selvaggi p.e. il tipo di caccia). I primi studi sul movimento sono nati sui
cavalli e solo in tempi più recenti ci si è dedicati allo studio del
movimento nei cani.
Il cane da gregge abruzzese si muove appunto su terreni impervi, seguendo il
gregge che si muove brucando. Per cui si può considerare un camminatore. Il
suo trotto è breve e raccolto con una elevazione tale che gli consente di
valicare le impurità del terreno. Le sue angolature posteriori piuttosto
aperte non gli permettono un movimento molto ampio e per tale ragione passa
con l’aumentare della velocità rapidamente al galoppo.
Riassumendo, la sua funzione nonché l’adattamento al terreno ne fanno un
cane, anche se fuori dal quadrato, piuttosto corto e quindi d’aspetto
compatto con angolature posteriori poco chiuse ed una groppa che
soventemente tende a superare la linea dorsale anziché restarne al disotto.
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