Storie e Aneddoti |
|
|||||||
|
L'ORLANDO FURIOSO Correva l' anno 1914, mio padre- racconta Giulio Mucciante Idelmo -, era ancora un bambino quando sul pascolo, con pecore e cani, si trovava alle fonticelle (una località sulla piana di Campo Imperatore, territorio del comune di Castel del Monte). Ai tempi di farina d'orzo, che costituiva il pasto quotidiano dei cani, disciolta in un pò d'acqua calda, non ce n'era molta e così spesso i cani di Idelmo si "attaccavano" (bisticciavano, azzuffavano ndr) con i cani di un'altro gregge. I cani di mio padre ebbero la peggio ed in particolare Orlando, così, tornando in paese da mio nonno lo portai con me. Lì lo curammo e lo facemmo mangiare abbondantemente, sempre scaldandogli la farina d'orzo nell' acqua calda, aggiungendo un pò di sale, qualche pezzo di pane secco e il tradizionale infuso di corteccia di quercia contro la febbre. Dopo neanche una quindicina di giorni Orlando si riprese e mio padre lo portò nuovamente in montagna co sè ed il gregge. Un giorno, sotto Monte Siella, Orlando ebbe modo di rincontrare i cani dell' altro pecoraio e uno ad uno li prese e li ammazzò. Ne rimase giusto qualcuno che fece in tempo a guadagnare il largo. Ma la storia non finisce qui perchè tornati in Puglia, a Monte Aquilone nei pressi di Manfredonia, il gregge di mio padre si incrociò nuovamente con quello sorvegliato dai cani sopravvissuti all' ira di Orlando; il guardia addiaccio (il ragazzo a guardia dello stazzo) per poter continuare il suo cammino doveva distendersi a terra per permettere ad Orlando di salirgli sopra. Solo dopo questo insolito rituale era loro concesso proseguire; In questo modo Orlando dimostrava la propria superiorità ma questa superbia, ormai consolidata nel suo carattere, qualche anno dopo gli costò la vita. Fu sempre in Puglia infatti, al bivio di Candelari tra Manfredonia e Foggia, che una sera sul tardi due signori a cavallo, proprietari di un altro gregge che stavano raggiungendo, passarono, a giudizio di Orlando, troppo vicino al nostro stazzo. Così il cane decise di aggredire uno dei cavalli mordendogli sul naso. Questo s'inbizzarrì facendo cadere il cavaliere. A quel punto gli sventurati si avventarono con bastoni e quant' altro poterono trovare a portata di mano contro Orlando. Il trambusto fece accorrere mio padre, Idelmo e mio nonno che insieme agli altri lavoranti presso la nostra azienda riuscirono a mettere in fuga i cavalieri. Fu però non molto più tardi che questi tornarono con i rinforzi ed armati, e con un colpo di fucile uccisero Orlando senza che i miei potessero far nulla. Dopo solo qualche mese morì anche il fratello di Orlando, di cui non ricordo il nome. Ma erano cresciuti insieme, avevano sempre difeso il gregge insieme e combattuto le loro battaglie insieme. Castel del Monte, 21/09/2003 Racconto di Mucciante Giulio
|
||||||||