Il presidente



 


 

Mi presento:


mi chiamo Freddy Barbarossa e risiedo a Ocre, un piccolo Comune alla periferia del Capoluogo Abruzzese. Mi interesso a questa razza, allevando e selezionando cani da lavoro dal 1995 . Ma orbito nella cinofilia dal 1981 quando allevavo e addestravo cani Pastori Tedeschi. Sono approdato al nostro cane da pecora perché sentivo la necessità di dedicarmi a dei cani meno sofisticati, più genuini e più istintuali, e forse anche per una sorta di patriottismo. Mi feci una cultura leggendo tutto quello che era disponibile per avere maggiori informazioni possibili sul cane pastore abruzzese e subito mi venne all’attenzione la discrepanza tra le sue origini e chi di fatto ne vantava la titolarità, occupandosi della gestione.
E’ iniziato quindi il mio “calvario” nel tentativo di fare qualcosa per restituire all’Abruzzo un patrimonio storico culturale oltre che cinofilo.
Il mio cammino iniziò con Achille, il mio primo cane pastore abruzzese, regalatomi da Di Stefano Nando. Divenne un qualcosa di enorme, un fuori misura d.o.c.. Non avendo cognizione alcuna se si fosse trattato di un buon soggetto o meno, chiesi al massimo esperto di cui avevo conoscenza, cioè il Prof. Bruno Iannella, considerato il patriarca dell’allevamento del cane pastore abruzzese autentico. Lui mi disse che era un buon soggetto e segnò in qualche modo il mio destino. Ancora oggi non so se me lo disse per incoraggiarmi a proseguire nel dedicarmi a questa razza o se ne fosse veramente convinto, ma a questo punto poco importa. Con Achille iniziò la mia passione e con Achille vissi la mia prima delusione. Lo portai ad una raduno del Circolo Pastore Maremmano Abruzzese, organizzato a Villalago (AQ) nel ’97 per prendere il L.I.R. e non gli fu concesso. Il Giudice disse che aveva il labbro abbondante e la coda arrotolata sulla groppa e così finì la carriera di Achille prima ancora di iniziare, con il mio morale sotto i piedi. Dissi: “ c’è qualcosa che non va in tutto questo.”
Sempre per il tramite di Bruno Iannella conobbi alcuni appassionati di questa razza che dissentivano sulle teorie e gli intenti del Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, volendo costituire l’Associazione del Mastino Abruzzese. Non riuscì però ad identificarmi neanche con quella realtà, sia per la cultura e quindi l’opinione che mi ero fatta del cane, che non mi consentiva di considerare questo cane un mastino rientrante nella tipologia dei molossi, sia per una evidente antidemocraticità all’interno di questa struttura nascente. Successivamente , seguì da lontano le vicende sul progetto “Arma Bianca” , l’antidoto ecologico contro le aggressioni alle greggi da parte del lupo, inserito nel più ampio progetto europeo LIFE. Ma anche lì, dove si continuava a propinare la dicitura “mastino abruzzese”, a prescindere da un’abbondante pubblicità e molto clamore, non si sono visti risultati tangibili per il nostro cane da pecora, che all’estero continuano a chiamare “Maremma Sheepdog”. Ci sono state una serie di altre iniziative come la nascita dell’associazione del pastore abruzzese, misurazioni effettuate dal dr. Morsiani, convegni storico culturali sempre sul mastino abruzzese, leggi regionali a tutela del pastore abruzzese ecc.. Senza voler giudicare, perché sarebbe alquanto ingiusto nei confronti di chi ha profuso il proprio impegno per uno scopo nobile e si è visto vanificare il tutto senza magari una responsabilità diretta, ma anche perché non spetta a me farlo, resta il fatto che tutte queste iniziative non hanno portato beneficio né al nostro cane né al nostro territorio. Io stesso, prima di impegnarmi nel presente progetto, sono stato autore di una impresa rivelatasi fallimentare. Feci il tentativo di riportare il Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese in Abruzzo. Dissi a me stesso: “ se l’autorità deputata a gestire i libri genealogici dei cani è l’ENCI e se questo ente riconosce al Circolo PMA la gestione di questa razza, tentiamo di riportare la sede in Abruzzo riprendendoci la titolarità. Eventuali modifiche alla nomenclatura e allo standard si sarebbero potute apportare in seguito. Se l’operazione che era partita benissimo poi sia fallita per mia incapacità o per il mancato appoggio di chi avrebbe potuto darlo, se la causa è da ricercare in una serie di motivi concomitanti oppure era comunque una operazione impossibile, credo sia ora di poca o nessuna importanza. Voglio qui cogliere l’occasione per spezzare una lancia in favore dell’allora Dirigenza del Circolo e degli allora Consiglieri e delegati delle varie regioni. Nomino solo il Presidente Sandro Allemand ed il Segretario Graziano Barberini in nome e per conto anche degli altri, che si sono dimostrate persone squisite, di grande valore umano e grande competenza a livello cinofilo. Il fallimento del mio progetto non è certo da attribuire a loro, che invece mi hanno sostenuto facendo affidamento sul mio apporto, nel periodo in cui facevo parte del Consiglio Direttivo ed ero responsabile del progetto Cani da Lavoro . Una serie di circostanza hanno fatto sì che le cose cominciarono a non andare più nella giusta direzione ed i nostri rapporti si sono sempre più incrinati. La mia grande delusione mi ha poi portato a delle razioni spiacevoli nei loro confronti, per le quali ancora oggi provo una sorta di rimorso. Dopo una pausa di riflessione, e avendo accumulato la carica per una nuova avventura, insieme a degli amici fedeli appassionati, ho deciso di ripartire con un nuovo tentativo, idoneo per giungere al riconoscimento ufficiale di questa splendida razza di cani dei monti abruzzesi. Ancora oggi, il cane da pecora portato nel ring alle esposizioni è considerato un maremmano di serie “B” con infiniti difetti che a volte lo discriminano ritenendolo non conforme alla razza. E forse è proprio questo particolare che oggi è diventato il nostro punto di forza. Dopo oltre mezzo secolo d’un evoluzione indipendente tra le due tipologia, dove il maremmano è stato continuamente selezionato per scopi prettamente cinofili e il cane da pecora invece ha sostanzialmente subito una selezione caratteriale mantenendo uno sviluppo morfologico filogenentico, possiamo parlare di cani ormai diversi in tutto e per tutto. Adesso sta a noi dimostralo con i fatti. Abbiamo finalmente ottenuto la collaborazione dell’E.N.C.I. che ha sposato la nostra causa, quindi tocca a noi ora non farci trovare assenti e impegnarci tutti al massimo per consentire la riuscita. Per questo chiedo la collaborazione di tutti coloro che hanno piacere di operare con serietà e serenità per le finalità del nostro progetto. Anche la semplice iscrizione alla nostra associazione come socio ordinario può essere d’aiuto. Ringraziando tutti coloro che già si sono impegnati e che continuano a collaborare nell’impresa, ed in particolare tutti i soci fondatori ed i nuovi associati, tra cui il Comune di Ocre e quello di Castel del Monte, porgo un caro saluto a tutti voi.


Il Presidente dell’A.C.G.A.
Freddy Barbarossa