Progetto riconoscimento razza



Cari amici appassionati. Abbiamo terminato le misurazioni.


Cari amici appassionati.

Abbiamo terminato le misurazioni (verifiche biometriche), censendo, fotografando e misurando oltre 400 cani.

L’E.N.C.I. ha affidato al Prof. Quadri Mario l’arduo compito di elaborare uno standard di razza sulla scorta degli esiti delle misurazioni e le nozioni storiche culturali fornite dalla nostra associazione. Schede, fotografie, cenni storico-culturali e standard di razza, accompagnati da una dettagliata relazione tecnica di tutte le operazioni compiute, saranno, entro l’anno, sottoposte per l’approvazione al Consiglio dell’E.N.C.I., dal Consigliere Barbati Abele, e dai Giudici Quadri Mario e Gaboardi Luigi. Per ora ci resta solo da attendere.

Come avete avuto modo di leggere sul nostro sito, le misurazioni sono avvenute in diverse località della nostra regione e a testimonianza di ciò abbiamo pensato di pubblicare qualche  fotografia, scattata in quelle occasioni. Prima di fare alcune importanti precisazioni, per quanto concerne le fotografie, voglio però cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato. In particolare, oltre al sentito grazie al Consigliere ENCI Barbati ed ai Giudici Mario Quadri e Luigi Gaboardi, voglio ringraziare Roberto Giorgi di Borbona per la sua preziosa collaborazione nella zona del reatino, confinante con l’Abruzzo; Roberto Trentini e Francesco Marcacci, per l’importante ruolo svolte nelle misurazioni sui monti teramani; Nicola Torrieri, per l’apporto fondamentale fornito sui monti pescaresi; Luigi De Stefanis, per l’impegno profuso sulle alture tra Rivisondoli e Roccaraso (AQ). Ringrazio tutti coloro che, se anche non espressamente citati, hanno a diverso titolo consentito di svolgere le operazioni necessarie per richiedere il riconoscimento della razza.

Per quanto concerne invece le fotografie che potrete ammirare, non dovete attendervi cani da passerella, toilettati e ritratti nella loro migliore forma e dal verso più fotogenico. Anzi traspare dalle loro immagini, in modo evidente e più naturale, come essi   conducono una vita di sacrifici e sofferenza, e come il loro compito è tutt’altro che farsi belli per la passeggiata nel ring.

Una osservazione che viene spontanea, sicuramente anche ad appassionati cinofili meno esperti, che i soggetti ritratti sono spesso disomogenei tra loro in modo abbastanza evidente. Qualcuno giustamente si chiederà come si possa parlare di una unica razza. Ci vuole un occhio molto esperto per cogliere gli elementi fondamentali che però caratterizzano ed accomunano tutti i soggetti fotografati. Ne voglio citare solo alcuni a titolo di esempio, che abbiamo rilevato in pressoché tutti i soggetti: i rapporti cranio- muso ed altezza – lunghezza muso; l’orecchio relativamente piccolo e portato a rosa; la groppa mediamente di 2-3 centimetri più alta del garrese; la lunghezza del tronco pari o di massimo 2-3 centimetri più lungo dell’altezza della groppa; il pelo spesso arruffato e piuttosto corto nel periodo estivo (muta evidente come negli animali selvatici); le angolature femoro – tibiali piuttosto aperte, solo per citare alcuni particolari più evidenti. Anche l’occhio, di frequente, chiaro e il piede largo sono elementi presenti in oltre 90 % dei soggetti esaminati. Bisogna poi tenere presente che la selezione ha inizio proprio al memento del riconoscimento della razza. E’ proprio lì che inizia il processo per rendere i singoli soggetti appartenenti ad unica razza più omogenei. Ma vorrei ribadire una cosa importante che dalle fotografie non si evidenzia, “il carattere”. Ovvero, stiamo parlando dell’elemento più importante che contraddistingue questa razza. L’ottanta per cento dei cani misurati sono cani che lavorano in montagna e che non sono abituati ad essere legati, tanto meno toccati e maneggiati da persone estranee. E pure non si è verificato neanche l’accenno d’un morso tra questi. A volte sono risultati indifferenti per mancanza della percezione di un qualsivoglia pericolo, altre volte sono apparsi intimoriti o a disagio, ma mai il timore è sfociato in paura o panico, tale da reagire in modo aggressivo. Solo alcuni soggetti, non più attualmente al lavoro con il bestiame e con degli evidenti elementi morfologici che ricordano l’attuale maremmano, hanno avuto dei momenti di eccesso di paura, che si è manifestato con qualche accenno di morsicatura.  Nella selezione che il riconoscimento della razza bisognerà, appunto, eliminare dagli accoppiamenti questi soggetti con le citate  tare caratteriali.


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AD UN

PASSO DAL RICONOSCIMENTO DEL CANE PASTORE ABRUZZESE

 

L’ORIGINE DEL NOSTRO CANE  E’ CERTA ED IL FUTURO…?

…..SEMPRE PIU’ NITIDO!!